Mar. Mar 21st, 2023

Fibrillazione atriale: i sintomi cui prestare attenzione

IRCCS Humanitas di Rozzano (MI)

25 Novembre 2022

La fibrillazione atriale è laritmia più diffusa nella popolazione generale e la sua prevalenza tende a crescere con lavanzare delletà.

La maggior parte dei pazienti che ne soffre ha più di 65 anni, con un maggior coinvolgimento degli uomini rispetto alle donne.

Linsorgenza di questa patologia può influire in modo molto negativo sulla qualità della vita dei pazienti.

Che cos’è la fibrillazione atriale?

La fibrillazione atriale è una patologia cardiaca e si verifica quando lattività atriale è irregolare e disorganizzata, e le contrazioni si susseguono a ritmo più elevato della norma (il cuore fibrilla appunto).

Alla base di questa anomalia vi è un difetto elettrico del cuore che porta gli atri in uncortocircuito”.

Gli impulsi elettrici anomali possono raggiungere la frequenza di 300 battiti al minuto e nella stragrande maggioranza dei casi provengono da cellule cardiache poste nelle vene polmonari. Questo è molto vero nel caso della fibrillazione atriale parossistica.

Nella normalità, il segnale elettrico origina nel nodo-seno-atriale posto nellatrio destro: da qui il segnale raggiunge latrio sinistro, gli atri si contraggono, limpulso passa attraverso il nodo atrioventricolare (una sorta di diga fra gli altri e i ventricoli) e limpulso elettrico passa poi ai ventricoli.

Questi si contraggono a loro volta e pompano il sangue al resto dellorganismo.

Quello che succede nei pazienti con fibrillazione atriale, è che la contrazione della parte superiore del cuore (gli atri) è aritmica, molto veloce, e non è sincronizzata con quella della parte inferiore (i ventricoli).

Le tre tipologie di fibrillazione atriale

Da un punto di vista clinico si distinguono tre tipologie di fibrillazione atriale: parossistica, persistente e permanente.

Si parla di fibrillazione atriale parossistica quando gli episodi, sporadici e dalla durata limitata a poche ore, si presentano e si risolvono entro una settimana. Questo disturbo va curato e tenuto sotto controllo dallo specialista, per evitare che si aggravi.

Si definisce infatti persistente lo stadio successivo della fibrillazione atriale: una fibrillazione che dura più di 7 giorni e in cui si rende necessario un intervento per interromperla poiché non regredisce in autonomia.

La fibrillazione atriale permanente infine è la forma che si giudica non più reversibile.

I sintomi della fibrillazione atriale

I pazienti con fibrillazione atriale avvertono in genere una sensazione di battito irregolare, spesso accelerato (cardiopalmo aritmico); possono inoltre aversi mancanza di fiato (dispnea) e una sensazione di debolezza.

I sintomi possono avere carattere episodico o presentarsi con maggior frequenza durante uno sforzo fisico. Tuttavia in alcuni casi, non così rari, la fibrillazione atriale è asintomatica.

Questi casi sono molto delicati perché il paziente non avverte segnali di allarme, leventuale trattamento viene ritardato e il cuore può andare incontro a una riduzione della propria capacità funzionale, oltre ad aumentare il rischio di fenomeni embolici periferici.

Infatti la fibrillazione atriale aumenta significativamente il rischio di eventi trombotici: limmobilità meccanica degli atri può favorire la formazione di coaguli che possono raggiungere il circolo cerebrale e provocare ischemie e ictus cerebrali.

Fibrillazione atriale: i fattori di rischio

Alcune condizioni possono favorire linstaurarsi di questa forma di aritmia, ne sono un esempio:

Inoltre alcuni studi hanno identificato una possibile correlazione tra la fibrillazione atriale e le patologie gastroesofagee.

Anche la sindrome delle apnee notturne ha una forte associazione con le aritmie cardiache, in modo particolare con la fibrillazione atriale.

Gli esami per la diagnosi

In presenza di battito irregolare è bene consultare uno specialista cardiologo o aritmologo, che inviterà il paziente a eseguire una serie di accertamenti. Lesame di elezione per la diagnosi è lelettrocardiogramma.

Una diagnosi tempestiva è fondamentale per salvaguardare la salute cardiovascolare del paziente. Una fibrillazione atriale non controllata infatti può portare a scompenso cardiaco e aumentare il rischio di ictus cerebrale.

Tutti i pazienti con fibrillazione atriale devono fare un holter 24h ECG, un esame che serve a valutare ilburdendi fibrillazione atriale, ovvero la durata complessiva degli episodi in un giorno.

Lholter, infatti, può confermare se la fibrillazione atriale va e viene o è sempre presente.

Questo strumento può anche confermare la presenza di extrasistolia atriale che è nella maggioranza dei casi quella che inizia la fibrillazione atriale: identificare queste extrasistoli è dunque di fondamentale importanza.

Un altro strumento che si può valutare è limpianto nel sottocute di un microchip definito ancheloop recorderossia un registratore di eventi.

Ha una batteria che dura circa 4 anni e serve per registrare tutti gli eventi aritmici (come se fosse un holter continuo).

Si tratta di un piccolo dispositivo di 3 cm di lunghezza e 0.5 mm di larghezza e spessore.

In Humanitas Rozzano, limpianto viene eseguito in day hospital e lo strumento è anche connesso al Centro di Elettrofisiologia, pertanto il paziente è sempre sotto controllo e se si dovesse verificare unaritmia gli specialisti se ne accorgono dopo poche ore.

La metodica più efficace nel mantenimento del normale ritmo cardiaco è lablazione transcatetere per il trattamento della fibrillazione atriale.

Visualizza Fonte

Leggi anche….

Care Shop: La guida per gli acquisti di articoli sanitari

Patologie, Sintomatologia, Esami Diagnostici….