Mar. Mar 21st, 2023

IRCCS Policlinico Gemelli di Roma (RM)

2 Settembre 2022

Uno studio firmato dal dottor Rocco Antonio Montone e dal professor Filippo Crea, cardiologi di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS- Università Cattolica, campus di Roma dimostra per la prima volta che laria inquinata può causare linfarto anche a chi ha coronariepulite’, cioè senza aterosclerosi significativa (MINOCA, Myocardial Infarction with Non-Obstructive Coronary Arteries), determinando uno spasmo prolungato dei vasi. Il rischio di incorrere in unischemia da spasmo delle coronarie aumenta fino a 11 volte nei soggetti più pesantemente esposti allinquinamento da particolato fine (PM2.5), causato soprattutto dal traffico veicolare.

Lo studio è stato presentato questa mattina al congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) in corso a Barcellona e pubblicato in contemporanea su “Journal of American College of Cardiology” (JACC).

Linquinamento fa ammalare e uccide.

Non solo danneggiando i polmoni, ma anche il cuore e senza necessariamente passare per le placche di aterosclerosi.

A dimostrarlo sono i cardiologi della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCSUniversità Cattolica, campus di Roma con uno studio appena presentato al congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) che si chiude oggi a Barcellona e pubblicato in contemporanea su JACC, rivista ufficiale dei cardiologi americani (American College of Cardiology). 

La ricerca, firmata dal dottor Rocco Antonio Montone e dal professor Filippo Crea dimostra per la prima volta che è a rischioinfarto da aria inquinataanche chi ha le coronarie (i vasi che nutrono il muscolo cardiaco) apparentemente sane, cioè senza placche di aterosclerosi.

Perché linquinamento, soprattutto quello da particolato fine (PM2.5) è in grado di provocare uno spasmo delle coronarie chetagliail flusso di sangue al miocardio, determinando un infarto, cioè la morte del muscolo cardiaco, dastrozzamentodei vasi.

Abbiamo studiato il fenomenospiega il dottor Rocco Antonio Montone, Dirigente medico presso la Unità Operativa Complessa di Terapia Intensiva Cardiologica della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS –  su 287 pazienti di entrambi i sessi di età media 62 anni; il 56% di loro era affetto da ischemia miocardica cronica in presenza di coronariesane” (i cosiddetti INOCA), mentre il 44% aveva addirittura avuto un infarto a coronarie sane (MINOCA).

La loro esposizione allaria inquinata è stata determinata in base allindirizzo di domicilio. Tutti sono stati sottoposti a coronarografia, nel corso della quale è stato effettuato un testprovocativoallacetilcolina.

Il test è risultato positivo (cioè lacetilcolina ha provocato uno spasmo delle coronarie) nel 61% dei pazienti; la positività del test è risultata molto più frequente tra i soggetti esposti allaria inquinata, in particolare se anche fumatori e dislipidemici”.

“Questo studio dimostra per la prima voltaprosegue il dottor Montoneunassociazione tra esposizione di lunga durata allaria inquinata e comparsa di disturbi vasomotori delle coronarie, suggerendo così un possibile ruolo dellinquinamento sulla comparsa di infarti a coronarie sane; in particolare, linquinamento da particolato fine (PM2.5) nel nostro studio è risultato correlato allo spasmo delle grandi arterie coronariche”.

Gli spasmi dei vasi del cuorespiega il dottor Massimiliano Camilli, dottorando di ricerca presso lIstituto di Cardiologia dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore, campus di Romapotrebbero essere dovuti al fatto che lesposizione di lunga durata allaria inquinata determina uno stato di infiammazione cronica dei vasi, con conseguente disfunzione dellendotelio (lo strato di rivestimento della parete interna dei vasi)”.

Le ricadute di questo studioAlla luce dei risultati di questo lavoroconclude il professor Filippo Crea, Ordinario di Malattie dellapparato cardiovascolare allUniversità Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma e direttore dellUnità Operativa Complessa di Cardiologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS –  limitare lesposizione allinquinamento ambientale (possibilmente riducendone le emissioni) potrebbe ridurre il rischio residuo di futuri eventi cardiovascolari correlati alla cardiopatia ischemica, sia su base aterosclerotica, che da spasmo delle coronarie.

Luso di purificatori di aria in casa e lutilizzo delle mascherine facciali quando ci si trova immersi nel traffico delle grandi città potrebbe dunque già essere consigliato ai soggetti a rischio, in attesa di studi che ne valutino il reale impatto sulla riduzione del rischio.

E naturalmente ribadiamo il divieto di fumo e la necessità di uno stretto controllo dei fattori di rischio per tutti, ma ancora di più a chi è esposto allinquinamento, come chi vive in una grande città”.

Che cos’è il test allacetilcolina e quando viene effettuatoNei pazienti con cardiopatia ischemica senza evidenza di ostruzione delle coronarie da placche aterosclerotiche, nel corso della coronarografia può essere effettuato un test provocativo con iniezione di acetilcolina per slatentizzare la tendenza allo spasmo.

Questo test è fondamentale per giungere a una diagnosi del meccanismo responsabile dellinfarto e permette dunque di intraprendere una terapia mirata.

Cos’è linquinamento da particolatofine’ (PM2.5) egrossolano’ (PM10). Per materiale particolato aerodisperso si intende linsieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria ambiente.

Il PM2.5 (‘particolato fine’) indica le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 μm che derivano da tutti i tipi di combustione (motori di automobili, impianti per la produzione di energia, combustione di legna per il riscaldamento domestico, incendi boschivi e vari processi industriali).

Le particelle di dimensioni comprese tra 2,5 – 10 μm (tra le quali il PM10) sono dettegrossolanee derivano soprattutto da processi meccanici (macinazione, erosione, fenomeni di attrito nei trasporti su strada quali usura dei freni, dei pneumatici e abrasione delle strade).

Il PM10 può avere anche unorigine naturale (lerosione delle rocce, le eruzioni vulcaniche, incendi boschivi).

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